Terremoto, resta sotto sequestro il «PalaBoeri» di Norcia

Terremoto, resta sotto sequestro il «PalaBoeri» di Norcia

Il centro polivalente «Norcia 4.0», conosciuto anche come «PalaBoeri», resta sotto sequestro. È quanto ha stabilito il gip di Spoleto Federica Fortunati, che conferma quanto deciso da un altro giudice dello stesso Ufficio nel marzo 2018. La decisione era stata poi annullata dalla Cassazione con rinvio per un nuovo esame, ritenendo «le motivazioni non adeguate». A confermare la notizia giovedì 10 gennaio è il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno (Forza Italia), che si riserva ogni commento in attesa delle motivazioni della nuova decisione. La struttura polivalente — progettata (a titolo gratuito) dall’architetto Stefano Boeri — era stata inaugurata nell’estate del 2017, alle porte della città di San Benedetto (qui la scheda del progetto). Concepita come spazio destinato alla Protezione Civile, per assicurare al Comune di Norcia un luogo sicuro di raccolta degli abitanti durante l’emergenza sismica, era stata consegnata alla cittadinanza il 30 giugno 2017, dopo circa 3 mesi di lavori. All’archistar e al sindaco viene contestata la violazione della normativa edilizia per la realizzazione del centro «in assenza del necessario permesso a costruire e dell’autorizzazione paesaggistica».

Boeri: «Una decisione che va contro il bene della collettività»

«Non entro nel merito del sequestro disposto dal gip che riguarda il sindaco di Norcia. Resto, però, sconcertato nel vedere come il giudice non abbia aspettato di ascoltare le parti in vista dell’udienza preliminare prevista per la prossima settimana», spiega Boeri al Corriere della Sera. «Resto senza parole nel vedere che per aver prestato un’opera a titolo gratuito, smontabile e rimontabile completamente, impianti inclusi, con i fondi raccolti tramite il progetto “Un aiuto subito”, in un’area indicatami da un’ordinanza del sindaco e della Protezione Civile, in una situazione di emergenza, sono un soggetto che rischia il rinvio a giudizio. Resto a disposizione». Una struttura assolutamente necessaria per la ricostruzione post-sisma: «La decisione di tenere sotto sequestro la struttura rischia di andare contro gli interessi della collettività per la quale l’edificio è stato costruito», conclude. «È un gigantesco equivoco — aveva già detto Boeri lo scorso marzo — sono senza parole».

«Struttura di emergenza»

In occasione dell’interrogatorio del 4 luglio 2017, presso il Tribunale di Spoleto, Boeri dichiarò: «La mia collaborazione veniva prestata in forma assolutamente gratuita… Ritengo che l’opera si coerente con le ragioni richiamate dall’ordinanza sindacale in quanto temporanea. La sua temporaneità è confermata dall’utilizzo di materiali (in particolare pannelli di legno) dalla realizzazione del manufatto “a secco”, cioè attraverso l’utilizzo di bulloni e viti, dalla possibilità di uno smontaggio completo, compresi i serramenti e gli impianti. Rispetto alla destinazione funzionale l’opera è predisposta per accogliere una situazione di emergenza».

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