Terremoto: dopo due anni tornano a Norcia le monache benedettine

Terremoto: dopo due anni tornano a Norcia le monache benedettine

Terremoto: dopo due anni tornano a Norcia le monache benedettine

Festa per la comunità di Norcia a due anni dal terremoto: sono tornate a casa le monache benedettine di sant’Antonio, dopo oltre due anni dal sisma che ha reso inagibile il monastero.

Le otto claustrali, guidate da madre Caterina Corona, avevano trovato accoglienza dalle consorelle di Santa Lucia a Trevi. Ieri si sono stabilite in un modulo abitativo adattato a monastero e posizionato nel giardino della struttura ex Santa Pace.

La giornata, riferisce Vatican News, è stata inaugurata dalla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, nel centro di comunità alla Madonna delle Grazie.

Insieme con il presule, erano presenti anche il parroco di Norcia, don Marco Rufini, don Dario Dell’Orso e padre Lorenzo Sena, monaco benedettino silvestrino proveniente dall’abbazia di San Silvestro a Fabriano. Per festeggiare questa giornata sono giunte poi altre religiose dell’ordine fondato dal Santo patrono d’Europa: da Trevi, da Castel Ritaldi, da Fabriano, da Pontasserchio (PI) e da Viboldone (MI).

Nell’omelia, mons. Renato Boccardo ha ricordato che ”per ciascuno di noi c’è un progetto”, che ”per tutti Dio ha un sogno”. E’ necessario, dunque, ”prendere in mano la vita e viverla in pienezza per avere la felicità del cuore”, nonostante le prove e le difficoltà. ”Certo – ha riconosciuto – è lecito cadere e sbucciarsi le ginocchia, ma quello che è importante è rimettersi in piedi e tornare a camminare”, perché ”Gesù ci dice: rimboccati le maniche, guarda avanti, perché questa vita è l’unica che hai e non puoi sprecarla”.

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia ha ricordato le tante difficoltà dopo i terremoti del 2016. ”La gente sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse – ha detto – c’è la tentazione di dire: andiamo a vivere altrove. Invece è necessario gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui. E il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile”.

Il presule ha, quindi, incoraggiato tutti a prendere il largo, senza cedere allo scoraggiamento, per ”ricominciare e ricostruire il tessuto sociale e comunitario”, con il sostegno vicendevole. Al termine della Messa, tutti si sono trasferiti in piazza Palatina, per avviare la processione fino al modulo abitativo adattato a monastero, benedetto dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia.




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