Paolo Fresu è Chet Baker: a teatro come in un jazz club, tra parole, immagini e musica

Paolo Fresu è Chet Baker: a teatro come in un jazz club, tra parole, immagini e musica

Paolo Fresu è Chet Baker: a teatro come in un jazz club, tra parole, immagini e musica

Sul palco, in perfetta armonia tra note e parole, apparizione dopo apparizione, il grande trombettista prende vita mentre la sua musica, struggente, ma “straordinariamente limpida, logica e trasparente”, scandisce fatti ed episodi disseminati lungo l’intera sua esistenza, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam. Si concluse così la sua burrascosa avventura, nel 1988, non prima però di aver scritto uno dei capitoli più importanti della storia della musica mondiale.

Il testo che Leo Muscato ha scritto con Laura Perini indugia tuttavia anche e soprattutto sull’uomo Chet Backer, sulle sue relazioni con musicisti, produttori discografici, donne, poliziotti e dottori. Su come l’aspetto umano del musicista si intersechi indissolubilmente con quello artistico.

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