Musei 2.0: l’arte al passo con l’innovazione

Musei 2.0: l'arte al passo con l'innovazione

Musei 2.0: l’arte al passo con l’innovazione

Dall’ultimo G7 della Cultura di Firenze è emersa la scarsa partecipazione degli italiani alle attività culturali: nello scorso anno soltanto il 30% ha frequentato un museo o una mostra, mentre appena il 20% è stato a teatro. A fronte di ciò, vale la pena chiedersi quali possano essere oggi le politiche culturali capaci di invertire questa tendenza per incrementare l’audience development.

Sicuramente, un input positivo arriva dai contributi delle nuove tecnologie: in questo senso, innovazione fa rima con partecipazione. I nuovi media infatti, offrono non soltanto un’esperienza al museo più ricca grazie ad app create ad hoc per essere utilizzate durante la visita, ma ampliano anche tempi e spazi di fruizione.

La digitalizzazione ha promosso un accesso all’informazione free e immediato per gli utenti, ovunque essi siano. Segue questo principio l’iniziativa del Rijksmuseum, icona del cambiamento con il RijksStudio, un archivio open-access di oltre 200mila immagini digitali consultabili online.

Le novità riguardano anche la tradizionale esperienza offline: tramite device e installazioni, i visitatori entrano nelle opere d’arte e vi partecipano, così l’esperienza è human-centric e si arricchisce, diventando smart, wearable, augmented, expanded. Questi i principi del New Media For Cultural Heritage nato per sviluppare progetti di ricerca e soluzioni innovative sulle tecnologie digitali applicate ai patrimoni culturali.

Totalmente coinvolgente è la customer experience della mostra multimediale Van Gogh Alive: più di 3mila tra foto e video combinati con le opere dell’artista e sincronizzati a una potente colonna sonora, mostrano le fonti di ispirazione e colori vibranti su multi-screen, pareti, colonne dal soffitto al pavimento.

Anche l’ambito dell’edutainment museale si arricchisce grazie all’innovazione digitale, unendo cultura e gamification. Ne è un esempio il progetto ChatbotGame che sperimenta storytelling interattivo e chatbot: i visitatori esplorano quattro case-museo milanesi e interagiscono con un personaggio virtuale (un chatbot, appunto) che li accompagna nella scoperta delle collezioni e suggerisce indizi per sconfiggere un mago del Rinascimento realmente esistito.

L’utilizzo di chatbot in ambito museale non è una novità per il MART di Trento e Rovereto che all’interno del progetto MART Digital si serve di Telegram e promette di arrivare presto anche su Messenger. La gamification è alla base anche del videogioco ideato dal Museo Archeologico di Napoli che ha sviluppato una vera e propria storyline (un bambino alla ricerca del proprio padre) con livelli da superare in ambientazioni in grafica 2 D.

Nell’ambito di una cultura all’insegna dell’innovazione, Fondazione Torino Musei, in collaborazione con Compagnia di San Paolo, Camera di commercio di Torino e Talent Garden organizzano Museum Hack, una maratona di idee che vedrà l’incontro tra mondo museale e new economy: startup, freelance e sviluppatori di software dovranno inventare un nuovo modello di gestione dati e sviluppare progetti per personalizzare l’esperienza del museo. L’evento si terrà sabato e domenica 27-28 maggio nel campus Talent Garden Fondazione Agnelli.

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