La Sicilia di Maltese e Montalbano

La Sicilia di Maltese e Montalbano

La Sicilia di Maltese e Montalbano

19 Maggio 2017 | 17:10 di
Giusy Cascio
| Guida Tv: Stasera in Tv

Le serie più popolari di Raiuno, «Maltese – Il romanzo del commissario» e «Il commissario Montalbano» sono ambientate in Sicilia, una terra unica al mondo che ha due anime diverse. Tutte da scoprire.

La miniserie «Maltese – Il romanzo del commissario» con Kim Rossi Stuart, ambientata fra Trapani e Palermo, si ispira ai delitti di mafia del 1978.

La serie «Il commissario Montalbano», tratta dai romanzi di Camilleri e prodotta come «Maltese» da Palomar, con Luca Zingaretti ha ascolti record: oltre 10 milioni di spettatori per ogni episodio nuovo.

Ma come parlano davvero? Città che vai, dialetto che trovi…

Kim Rossi Stuart e Luca Zingaretti sono nati a Roma, ma per sembrare siciliani parlano con una certa cadenza: Maltese usa quella di Trapani e Palermo, Montalbano trae spunto dalla lingua letteraria agrigentina di Andrea Camilleri. Con il risultato che sembrano dialetti diversi.

Ed è così anche nella realtà: la Sicilia è una, ma i dialetti sono tanti quanti sono i capoluoghi. A Palermo pacchione vuol dire grasso (dal greco pachiùs, grosso). A Catania invece significa «figo». Abbuffarsi è un verbo siciliano entrato nello Zingarelli nel 1959. Viene da boffa (rospo) e vuol dire riempirsi la gola, appunto, come un rospo. A Ragusa però la boffetta è un… rospetto? No, è un tavolino! A Ovest bussare si pronuncia tuppuliare, a Est tucculiare. La parola vastedda (pagnotta) viene usata in tutta la Regione e deriva dal normanno Wastel. Mentre azzizzarisi ovvero agghindarsi (da aziz, splendido in arabo) si dice solo nella «capitale».

San vito lo capo

Che sogno! Le «Maldive» della Sicilia hanno tre chilometri di spiaggia sabbiosa e scogliere a picco sul mare. Da non perdere la vicina Riserva naturale dello Zingaro (www.riservazingaro.it) e, a settembre, il Festival del cous cous (www.couscousfest.it).

u PANI C’A MEUSA

Il pane con la milza di vitello è un cibo ebraico palermitano che risale al Medioevo. Maltese lo mangia schietto (celibe, cioè semplice). Ma c’è anche maritato (sposato: condito con ricotta e provola).

La tonnara di favignana

La perla delle Isole Egadi custodisce l’ex Stabilimento Florio (tel. 324.56.31.99.1). I racconti dei vecchi pescatori di tonni, che oggi fanno da guida e ricordano gli anni delle mattanze, sono commoventi.

SEGESTA

Ecco l’antica città degli Elimi, popolo di origine troiana (ricordate le guerre narrate da Omero?). Secondo il mito, fu fondata da Aceste, figlio della greca Egesta e del dio-fiume Crimiso. L’imponente tempio dorico costruito nel V secolo avanti Cristo è tra i più belli e meglio conservati al mondo (www.segestawelcome.com).

L’ARANCINO

Gli arancini di Montalbano che danno il nome a un racconto di Camilleri sono fatti a punta come da tradizione gastronomica della Sicilia orientale. A ovest l’arancina è femmina. E rotonda.

PUNTA SECCA

Grazie alla casa di Montalbano e alla sua splendida terrazza, il borgo marinaro di Santa Croce Camerina (RG) è famosissimo. Ospita il ristorante preferito dal commissario (www.enzoamare.it). Nei dintorni meritano un bagno anche le spiagge di Caucana, Casuzze e Punta Braccetto.

la valle dei templi

Da quest’anno set della fiction, è il Parco archelogico più grande del mondo e si estende per 1.300 ettari. Dell’antica città greca di Akragas, oggi Agrigento, conserva splendidi templi come quello della Concordia (nella foto), sorto nel 430 a.C. e usato come basilica cristiana tra il 590 e il 1790.

LA FORNACE PENNA

Meravigliosa da visitare! Era una fabbrica di mattoni costruita tra il 1909 e il 1912, a picco sul mare sulla scogliera Pisciotto, a Scicli (RG). Nella serie è la malfamata tonnara Mánnara.

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