La magia non sa correre

La magia non sa correre

La magia non sa correre

Il 2019 è stato proclamato anno del “turismo lento”. Lento, ponderato, da vivere metro per metro. Ci si muove a piedi o a cavallo, in bicicletta oppure salendo su uno di quei treni che sanno di nostalgia, dove guardare fuori, vedere il bosco che diventa radura e poi di nuovo alberi, poi il grano, i frutteti, il fiume “arrabbiato” e il borgo placido poggiato sui costoni di una montagna che ti attrae e che, talvolta, fa anche paura.

MTB sulla neve
foto di Carmine Gulliti

Guardare e restare fuori, senza chiudersi nel “villaggio” che lascia il mondo oltre il muro. Meglio camminarci, sul mondo; ascoltarlo, farselo “spiegare” da chi lo abita.
Chi viaggia così ama il turismo “outdoor”. Non sono pochi, anzi. Una prova su tutte: alla fiera di Parma, tra quattro giorni, si apre la seconda edizione del Travel Outdoor Fest. Tutto quello che c’è da sapere – dal 15 al 18 febbraio – per chi viaggia così; soprattutto: dove andare, e perché.
 
Tra gli ospiti d’onore ci sarà la Basilicata, che è un’ottima risposta alla domanda di cui sopra: dove andare. Andare in una regione bagnata da due mari e “rivestita” di montagne, di natura, storia, cultura.

foto di Donato Filippi

Una regione che sfida anche la geografia: siamo a sud ma possiamo camminare su sentieri “alpini”, scalare “ferrate”, sciare su impianti “full optional” che comprendono anche il fondo, lo sci alpino, lo snowboard… Succede nel Comprensorio Sellata-Arioso e in quello di Viggiano; poi il Monte Volturino, il Sirino, le piste di Rotonda, Viggianello e Terranova del Pollino.

foto di Donato Filippi

Il Pollino è un massiccio che separa la Lucania dalla Calabria ergendosi come un muro tutt’altro che impenetrabile: si può percorrere in lungo e in largo tra le sue valli, i boschi, i sentieri, i torrenti avventurosi. Si va a piedi, in bicicletta, a cavallo… Il Pollino, infine, ospita l’omonimo Parco che è il più esteso d’Italia, punteggiato dall’abete bianco e dal pino loricato, presente qui con la più numerosa “colonia” d’Europa; poi la roccia, la neve, la fauna esuberante appena uscita dalle favole (lupo compreso).
Dal Parco del Pollino a quello della Murgia Materana; poi il Parco del Vulture, con una ricchissima biodiversità, quello dell’Appenino Lucano Val d’Agri Lagonegrese (690 kmq) e il Parco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti. Sì, Dolomiti. Perché, come detto, la geografia qui si deve riscrivere.

Rafting sul fiume Lao – Parco del Pollino
archivio fotografico Apt Basilicata

Sci, torrentismo, trekking, rafting, bicicletta, moto, cavallo, parapendio, deltaplano, enogastronomia…

escurionisti a Maratea
foto di Fabio Limongi

E il mare? La Basilicata ce ne offre due, lo Jonio e il Tirreno. La “perla” del Tirreno è Maratea, spettacolare quando la avviciniamo dall’alto, intima e misteriosa quando ne percorriamo i vicoli o quando ci immergiamo nelle sue acque: il diving, da queste parti, è un imperativo.

La costa jonica, invece, è ideale per la vela, la canoa e i viaggi a ritroso nel tempo: a Metaponto, dove Pitagora visse e fondò una delle sue scuole, nel Parco Archeologico si cammina nel cuore della Magna Grecia.

Natura, avventura, sport. Poi la storia, l’arte. Eccoci a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019; Matera e i suoi Sassi, patrimonio dell’umanità.
La Basilicata dei boschi, dei silenzi e quella delle città; città antiche che sanno guardare al futuro. Città “verticali”, come Potenza – il capoluogo – che ha il centro storico in alto (819 m) e gli altri quartieri che gradualmente scendono. Qui, non a caso, c’è la “rete” di scale mobili più estesa d’Europa.

bike Basilicata – Matera
archivio fotografico Apt Basilicata

Salire e scendere, navigare, volare, pedalare, cavalcare, assaggiare, ascoltare… L’importante è restare “on the road”.
Soprattutto, non avere fretta: la magia sa volare, ma non sa correre.
https://www.basilicataturistica.it




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