Giuseppe Conte: “L’Italia non è isolata, ma serve una scossa per rianimare l’Ue”

Giuseppe Conte: “L’Italia non è isolata, ma serve una scossa per rianimare l’Ue”

Giuseppe Conte: “L’Italia non è isolata, ma serve una scossa per rianimare l’Ue”

in foto: Fonte: LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attil

All’Europa serve una “scossa”. Ne è certo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che, intervistato da Politico, parla della situazione italiana e delle prossime elezioni europee. Ma anche dello scontro con la Francia che secondo Conte è dovuto solamente a banali incomprensioni. Il presidente del Consiglio assicura che l’Italia non è “isolata”, ma semplicemente “non rinuncia ad avere le sue opinioni neanche quando ciò che vuole dire è scomodo”. “Essere anti-establishment – spiega ancora il presidente del Consiglio – non vuol dire essere anti-europei. Al contrario, proprio perché ci importa dell’Europa, vogliamo che diventi un’Europa delle persone, più vicina ai bisogni dei cittadini”.

Sul futuro dell’Ue e sul ruolo che può avere l’Italia, l’inquilino di Palazzo Chigi ha le idee chiare: “Alcuni dicono che vogliamo sfidare l’Ue, io dico che in realtà vogliamo dargli una scossa per rianimarla. È durante i momenti di crisi che si deve dare una scossa, tornare sui propri passi e ripartire”. Conte domani sarà al Parlamento europeo, dove incontrerà il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e interverrà poi davanti agli eurodeputati, a cui dirà che “abbiamo davvero bisogno di un approccio diverso sull’immigrazione, sull’economia europea e sul governo fiscale. Questi temi non devono essere divisivi tra i vari stati e le incomprensioni degli ultimi giorni rappresentano gli effetti, più che le cause, dell’incapacità dell’Ue di trovare soluzioni”.

Sullo scontro tra Italia e Francia, il presidente del Consiglio si augura che le relazioni tra i due paesi “possano tornare alla normalità al più presto possibile”. In ogni caso, l’incontro tra Luigi Di Maio e alcuni esponenti dei gilet gialli non ha nulla a che vedere con le dinamiche governative. Per Conte quell’incontro, in ogni caso, “va visto in un contesto più ampio di dibattito e trambusto politico”. Il presidente del Consiglio esprime anche i suoi dubbi sul patto di Aquisgrana siglato da Germania e Francia: “Non si tratta di essere preoccupati, è una questione di coerenza. Se continuiamo a invocare un progetto europeo forte, ma nei fatti ci sono paesi che consolidano i loro già privilegiati rapporti bilaterali, è ovvio che c’è il rischio di alterare il normale processo decisionale tra tutti gli stati membri. Non possiamo permettere la creazione di una Ue con geometrie variabili”.

Tornando all’Italia e all’esecutivo, Conte – pur non commentando i risultati elettorali in Abruzzo – cerca di rassicurare tutti sul destino dell’alleanza a Palazzo Chigi: “Le forze politiche che compongono questo governo possono avere, alcune volte, diverse visioni politiche, ma hanno già provato di avere un obiettivo comune: migliorare l’economia e le condizioni sociali e culturali del Paese. Abbiamo quattro anno di governo davanti a noi, quattro anni di sfide e riforme strutturali”. E anche in campo economico Conte non esprime alcuna preoccupazione: “Abbiamo avuto un approccio prudente sul bilancio. Siamo molto fiduciosi che la nostra previsione di crescita si materializzi. La crescita sarà supportata da riforme strutturali che hanno lo scopo di sbloccare gli investimenti”.




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