Foibe, è il giorno del ricordo. Tajani: “I negazionisti sconfitti dalla storia”

Foibe, è il giorno del ricordo. Tajani: "I negazionisti sconfitti dalla storia"

Foibe, è il giorno del ricordo. Tajani: “I negazionisti sconfitti dalla storia”

ROMA – Il giorno del ricordo dedicato alle vittime delle Foibe – le cavità naturali del Carso in cui finirono migliaia di persone durante e dopo la Seconda guerra mondiale – si apre nel segno delle parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: quel richiamo all’ideale europeo che va difeso “dalle insidie contemporanee” anche perché non si ripetano orrori come quello: “Una tragedia nazionale, per troppo tempo accantonata”, sulla quale – ha detto il capo dello Stato – non sono ammissibili “riduzionismi o negazionismi”. 

Mattarella in serata ha telefonato al Presidente emerito Giorgio Napolitano che, come ieri è stato ricordato al Quirinale, ha tanto fatto per restituire alla memoria nazionale quei tragici eventi. Mattarella ha voluto, nell’occasione, esprimere a Napolitano  grande apprezzamento per la sua presidenza, verso cui va la doverosa riconoscenza degli Italiani”. È quanto afferma una nota dell’ufficio stampa del Quirinale.

Proprio oggi Napolitano è stato attaccato pesantemente dall’ex deputato M5s Alessandro Di Battista sull’intervento in Libia nel 2011.
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E alle celebreazioni di oggi a Bosovizza, vicino Trieste, hanno preso parte il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Entrambi critici contro ogni forma di negazionismo.”I negazionisti sono stati sconfitti dalla Storia, chi nega è complice di quello che è accaduto. Ci sono migliaia di vittime innocenti, uccise perché italiane. Rendere onore ai caduti è parte della nostra civiltà”, ha affermato Tajani, a margine della deposizione delle corone d’alloro al Monumento della Foiba di Monrupino. Mentre Salvini ha così commentato su Twitter:

Trieste, spettacolo unico.
Oggi qui per onorare il sacrificio di migliaia di connazionali torturati, massacrati e gettati nelle #FOIBE, spesso ancora vivi, dai comunisti.
La colpa? Essere Italiani????
Chi nega uccide due volte.
Noi non dimentichiamo.#giornodelricordo #10febbraio pic.twitter.com/Mi1NQiELiI

Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 10 febbraio 2019

Per poi aggiungere: “I bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali. Non esistono martiri di serie A e vittime serie B. “Non esiste un però per Auschwitz e un però a Basovizza. Sono criminali gli uni e sono criminali gli altri”.

Parole di condanna del negazionismo anche dal presidente della Camera Roberto Fico: “Una tragedia immane per troppo tempo taciuta e relegata nella dimensione privata degli esuli che, per molti anni, hanno portato da soli il peso enorme di quei tragici eventi: questa giornata risponde a quell’imperativo morale e civile di coltivare e trasmettere la memoria: occorre assicurare un’adeguata e approfondita conoscenza, in particolare alle nuove generazioni, di quanto avvenuto al confine orientale del nostro paese“.

Dal centrosinistra sono arrivate le parole del candidato alla segreteria del Pd Nicola Zingaretti. Che, su Twitter, ha scritto:

Ricordare le #Foibe, che sono parte integrante della storia del nostro Paese, significa rendere giustizia a chi morì solo perché italiano #GiornoDelRicordo #Ricordo pic.twitter.com/vQSGNXEzAB

— Nicola Zingaretti (@nzingaretti) 10 febbraio 2019

Mentre l’ex presidente del Senato, Piero Grasso, ha commentato: “Nel 1947 nostri connazionali di Istria, Fiume e Dalmazia furono costretti all’esilio e gettati nelle foibe. Una pagina di storia nazionale che dobbiamo ricordare approfondendo la verità storica e promuovendo una cultura priva di odio ideologico”.


 

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