Dall’eruzione del vulcano Kilauea al terremoto-tsunami dell’Indonesia: ecco gli eventi geologici più catastrofici del 2018

Dall’eruzione del vulcano Kilauea al terremoto-tsunami dell’Indonesia: ecco gli eventi geologici più catastrofici del 2018

Dall’eruzione del vulcano Kilauea al terremoto-tsunami dell’Indonesia: ecco gli eventi geologici più catastrofici del 2018

Per 4,5 miliardi di anni, le potenti forze geologiche della Terra hanno creato nuovi continenti, generato le montagne più alte del mondo e oscurato i cieli con la cenere vulcanica. Il nostro pianeta è pieno di sistemi potenti e dinamici in azione costante che hanno generato eventi di distruzione apocalittica e la creazione di nuova vita nel corso dei secoli. E il 2018 non è stato un’eccezione del mondo in costante cambiamento sotto i nostri piedi. Ecco allora uno sguardo ad alcuni degli eventi geologici più importanti che hanno fatto notizia lo scorso anno.

Terremoto nel Mar dei Caraibi

Nella notte del 9 gennaio 2018, un terremoto di magnitudo 7.6 con una profondità di 10km ed epicentro a nord dell’Honduras e ad ovest della Giamaica ha scosso il Mar dei Caraibi. Tutte le allerte per tsunami lanciate entro 1.000km dall’epicentro sono fortunatamente rientrate. Nonostante l’alta magnitudo e le diverse scosse di assestamento di forte intensità, non sono stati registrati danni dopo questo evento in quanto molte delle aree vicine sono poco popolate. Nonostante la magnitudo sia stata più alta di quella del terremoto di Haiti del 2010 (M. 7), non ci sono state perdite di vite umane nell’evento.

Terremoto in Messico: 14 morti

Alle 17:39 (ora locale) del 16 febbraio, un terremoto di magnitudo 7.2 ha colpito la città di Pinotepa de Don Luis, nello stato di Oaxaca, sud del Messico, a 24km di profondità. Nonostante l’epicentro del sisma sia stato in prossimità della costa, non c’è stato pericolo tsunami. Lo stato di Oaxaca è spesso teatro di attività sismica a causa della sua posizione vicino ad una zona di subduzione. La placca oceanica di Cocos scivola sotto la placca continentale nordamericana, portando frequenti rilasci di pressione.

A causa del sisma hanno perso la vita 14 persone e altre 15 sono rimaste ferite. Quasi un’ora dopo il sisma iniziale, una scossa di assestamento di magnitudo 5.8 ha scosso la regione con epicentro più vicino alla costa. Quasi un milione di case e aziende sono rimaste senza energia elettrica dopo il terremoto, che ha danneggiato almeno 50 abitazioni nello stato.

Eruzione del vulcano Kilauea e flussi di lava
Credit: USGS

Nonostante il potente vulcano Kilauea sia sempre un’attrazione per i turisti dell’Hawaii Volcanoes National Park, nel maggio 2018 si è verificato un grande evento eruttivo che è continuato per tutta l’estate. Tutto è iniziato il 3 maggio quando una nube di cenere dal Kilauea ha raggiunto un’altezza di oltre 9.000 metri. La lava ha continuato a fluire nei giorni e mesi seguenti l’eruzione, diventando sempre più costante fino ad agosto.

Il giorno dell’eruzione, si sono aperte 21 fessure attive e 37 strutture sono andate distrutte. Inoltre, almeno 10.000 residenti sono stati costretti ad abbandonare le loro case in tutto il mese di maggio. L’eruzione in corso ha causato anche diversi terremoti nell’area. La maggiore attività geologica ha portato alla distruzione di migliaia di case e proprietà, evacuazioni, strade chiuse e feriti. Notizie di feriti hanno continuato a circolare per tutto il mese, soprattutto ustioni e l’incidente che ha coinvolto un’imbarcazione di passeggeri colpita da una roccia scagliata dal vulcano.

Eruzione del Volcán de Fuego: quasi 200 vittime
AFP/LaPresse

L’eruzione più letale dal 1923 del tristemente noto Volcán de Fuego in Guatemala si è verificata il 3 giugno e ha spezzato la vita di quasi 200 persone. Il Volcán de Fuego è uno degli stratovulcani più attivi del mondo e si trova a circa 43km da Città del Guatemala. Senza avere il tempo di evacuare prima della potente eruzione, l’evento del 3 giugno ha creato devastanti flussi di lava e Lahar, potenti flussi di detriti vulcanici.

Le case sono state letteralmente sepolte dalla cenere, mentre dal cielo piovevano rocce vulcaniche dalle dimensioni di una palla da baseball. Inoltre, i flussi di lava e di detriti hanno attraversato interi villaggi, spazzando via i ponti e rendendo le aree inaccessibili ai soccorritori. In alcune aree, il suolo è rimasto così caldo in seguito all’eruzione da sciogliere le scarpe dei soccorritori mentre tentavano di farsi strada tra i detriti.

Terremoto Indonesia: oltre 2.000 morti
AFP/LaPresse

Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, diversi terremoti e scosse di assestamento di forte intensità hanno colpito l’Indonesia vicino l’isola di Lombok. Tuttavia, l’evento geologico più devastante nell’area si è verificato alla fine di settembre. Il 28 settembre, un terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito nella provincia di Sulawesi, innescando uno tsunami con onde alte fino a 6 metri lungo le coste ed enormi frane nell’area. Intere famiglie e case sono state spazzate via dallo tsunami. Nell’evento hanno perso la vita oltre 2.000 persone. Altre migliaia hanno riportato gravi ferite. I danni alle proprietà sono stati catastrofici, con centinaia di migliaia di sfollati e decine di migliaia di case danneggiate o distrutte.

Circa 10 minuti dopo il primo terremoto, se ne è verificato un altro di magnitudo 5.8. Un portavoce dell’Agenzia di meteorologia, climatologia e geofisica dell’Indonesia ha confermato che lungo la costa di Palu, una delle aree più gravemente danneggiate, si è verificato uno tsunami.

Doppia eruzione del vulcano Soputan e terremoto in Indonesia

Il vulcano Soputan ha eruttato diverse volte nel 2018, la più recente delle quali a metà dicembre. Il vulcano nel centro dell’Indonesia è uno dei 127 vulcani attivi del Paese. Il 16 dicembre ha eruttato due volte e un terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito Papua. In precedenza, il vulcano aveva eruttato il 3 ottobre, emettendo cenere fino a 6.000 metri di altezza. Questa eruzione si è verificata solo una settimana dopo il devastante terremoto e conseguente tsunami di cui abbiamo parlato prima. Dopo l’eruzione più recente, viaggiatori e turisti sono stati avvisati di non avvicinarsi a meno di 4km dal cratere.

Terremoto in Iran: centinaia di feriti

Il 25 novembre, un terremoto di magnitudo 6.3 ha scosso l’Iran occidentale, provocando centinaia di feriti. Il sisma si è verificato ad una profondità di 10km e ha colpito 114km a nord-ovest della città di Ilam nella provincia di Kermanshah poco dopo le 20 (ora locale). Molti edifici sono stati danneggiati nelle aree rurali di SarPol-e zahab e Qasr-e-Shirin. I tremori della scossa sono stati avvertiti fino a Baghdad, capitale dell’Iraq, a circa 300km di distanza.

Terremoto in Alaska

Alle 8:30 circa (ora locale) del 30 novembre, un violento terremoto ha scosso la città di Anchorage, in Alaska. Il sisma di magnitudo 7.0 ha colpito circa 16km a nord della città ad una profondità di 43,4km, provocando feriti e danni alle proprietà. Molti dei feriti sono stati colpiti da frammenti di vetro. In tutta la città di Anchorage sono state ordinate evacuazioni. Strade e ponti sono stati danneggiati durante l’evento, portando alla chiusura di diverse strade.

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