Cuneo, cani svizzeri anti esplosivi a caccia del tarlo asiatico che uccide le piante

Cuneo, cani svizzeri anti esplosivi a caccia del tarlo asiatico che uccide le piante

Cuneo, cani svizzeri anti esplosivi a caccia del tarlo asiatico che uccide le piante

Il fiuto del cane individua droga, esplosivi, contanti, persone scomparse, tartufi e anche insetti pericolosi. Da lunedì sono al «lavoro» a Cuneo, in frazione Madonna dell’Olmo, quattro cani speciali, di casa in svizzera e addestrati per un solo scopo: dare la caccia al tarlo asiatico del fusto, l’insetto alieno originario della Cina scoperto a settembre in città. Corrono sotto le piante finchè senza esitare, di colpo, si fermano accanto a quella dove ci sono le larve dell’insetto. Poi attendono il premio dell’addestratore e ripartono per scovarne altri.

A Cuneo c’è il secondo focolaio del Piemonte: il coleottero infesta da anni paesi europei, Usa e Canada. È «nocivo da quarantena» per l’Unione europea, ovvero da eliminare per evitare che danneggi irreparabilmente gli alberi di tante essenze diverse. A Cuneo sono già state oltre 500 le piante abbattute a fronte di poche decine di alberi infestati: ne sono stati scoperti altri in questi giorni grazie al lavoro dei 4 cani «certificati» da un istituto austriaco. I due addestratori sono della società elvetica Neozoen Detection Dogs, che collabora con università del Nord Europa ed è stata impegnata in Germania, Francia (anche Corsica) e in Italia (Bergamasco e Varesotto).

Copyright

Uno degli addestratori è Carmelo Colletti, 54 anni, origini italiane, insieme a Zoe, un pastore belga, e Coffeee, un Chesapeake bay retriever americano: «L’addestramento di cani è iniziato in Austria anni fa, quando nel Nord Europa c’erano i primi problemi con il tarlo asiatico. Con i cani ci sono grandi successi, ma il ruolo dell’uomo resta imprescindibile. Per addestrarli, attraverso il gioco, servono almeno 18 mesi».

La collega Eva Fuhrmann, bavarese, è con i cani Ivy (una razza americana, il Louisiana Catahoula Leopard Dog) e Tofee (un incrocio tra un Bloodhound belga e un Labrador): «I cani migliori sono quelli da caccia e riporto: permettono di trovare il tarlo in modo veloce, su grandi superfici. Quando trovano un albero infestato si fermano e vengono premiati».

Il servizio, come conferma il servizio fitosanitario della Regione, ha permesso di trovare altri alberi infestati che erano sfuggiti con le ricerche sul campo. I 4 cani saranno al lavoro ancora oggi, poi un periodo di riposo e torneranno a fine mese, a Cuneo e Vaie in val Susa, dove a luglio era stato trovato il primo focolaio del Piemonte.




  • ItaliaNews

    Post a Comment