Cryptokitties: cos’è e come funziona lo scambio di gatti attraverso …

Cryptokitties: cos'è e come funziona lo scambio di gatti attraverso ...

Cryptokitties: cos’è e come funziona lo scambio di gatti attraverso …

Stefania Medetti

C’è una new entry fra le criptovalute: i CryptoKitties. Costruiti sulla blockchain di Ethereum, racconta Mashable, sono diventati un fenomeno negli ultimi giorni. Le persone, infatti, stanno spendendo milioni di dollari per comprare gattini digitali e la popolarità del trend è tale che, a quanto pare, il network Ethereum non riesce a rispondere a tutte le richieste.

Diventare un “allevatore”

Realizzati dallo studio di San Francisco AxiomZen, i Cryptokitties sono un genere completamente nuovo che si acquistano con “Ether”, la criptovaluta di Ethereum. Come avviene per i gatti reali, si possono acquistare e scambiare, ma anche far accoppiare per dare vita nuovi cuccioli. Ogni gattino digitale, infatti, possiede una serie di caratteristiche, chiamate tratti, che può passare alle nuove generazioni. Alcuni tratti sono più rari di altri e, dunque, valgono di più. Il sito Cryptokittydex aiuta a identificare le caratteristiche più ricercate e illustra come ottenerle. 

A caccia di rarità

Come nel mercato reale, il prezzo dei gatti con caratteristiche particolari è più alto e i prezzi hanno cominciato a crescere velocemente. Per esempio, la generazione zero di un gatto con tratti da giaguaro è scambiata a 23mila dollari e, riferisce Mashable, qualcuno è arrivato a pagare oltre centomila dollari per un particolare tipo di gatto chiamato “Genesis Cat”. A quanto pare, nella prima settimana di vita del gioco sono già stati spesi tre milioni di dollari in cripogatti. 

Guadagnare con i criptogatti

Acquistare beni digitali con soldi reali non è una novità, ma la differenza rispetto quanto abbiamo visto finora è che il prezzo di questi gatti è cresciuto in modo esponenziale nel giro di pochi giorni. L’attrazione per i criptogatti, in realtà, è determinata anche dall’alea della riproduzione. Far accoppiare due gatti comuni, infatti, può dare origine a un gatto raro che può essere venduto per cifre molto elevate. Inoltre, considerato che l’acquisto dei gatti è basato sul network Ethereum, la proprietà del criptogatto è scritta nella blockchain di Ethereum e, dunque, a meno di vendere il proprio gatto, la proprietà (e dunque il valore investito) non si perdono dopo la fine del gioco.

Un trend esponenziale

Nella prima settimana del lancio, i gattini digitali sono già responsabili dell’11,8% delle transazioni del network e il numero continua a crescere. Perché ogni azione del gioco, compreso l’acquisto, il prestito e la riproduzione dei gatti, deve essere registrato nella blockchain di Ethereum. Siccome sempre più persone riproducono gatti, la progressione delle transazioni diventa geometrica. Per cercare di contenere i numeri, gli ideatori hanno raddoppiato la “tassa” per la “nascita” di nuovi gatti, ma la verità è che nessuno ha capito ancora come gestire il fenomeno.

Per saperne di più:

– Bitcoin, uno che si presta alle frodi

Blockchain: il database che sfrutta le criptovalute per energia e salute

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