Bud Spencer, adesso la sua vita diventa un film

Bud Spencer, adesso la sua vita diventa un film

Bud Spencer, adesso la sua vita diventa un film

Bud Spencer e Terence Hill: da “Trinità” a “Botte di Natale”, le foto dei loro film

“Lo chiamavano Trinità” (1971)

“… continuavano a chiamarlo Trinità” (1972)

“… continuavano a chiamarlo Trinità” (1972)

“… continuavano a chiamarlo Trinità” (1972)

“… continuavano a chiamarlo Trinità” (1972)

“… continuavano a chiamarlo Trinità” (1972)

“Più forte ragazzi” (1973)

“Più forte ragazzi” (1973)

“Più forte ragazzi” (1973)

“Più forte ragazzi” (1973)

“Altrimenti ci arrabbiamo” (1974)

“Altrimenti ci arrabbiamo” (1974)

“Altrimenti ci arrabbiamo” (1974)

“Altrimenti ci arrabbiamo” (1974)

“Io sto con gli ippopotami” (1979)

“Io sto con gli ippopotami” (1979)

“Io sto con gli ippopotami” (1979)

“Io sto con gli ippopotami” (1979)

“Chi trova un amico trova un tesoro” (1981)

“Chi trova un amico trova un tesoro” (1981)

Miami Supercops” (1986)

Miami Supercops” (1986)

Miami Supercops” (1986)

“Botte di Natale” (1994)

Oltre a Giuseppe Pedersoli erano ospiti della serata anche la figlia di Spencer, Diamante, e il nipote Alessandro Pedersoli. “Per noi – ha spiegato Giuseppe – è quasi come non se ne fosse mai andato. Abbiamo riscontrato, anche aprendo una pagina Facebook in suo ricordo, come la gente da tutto il mondo lo senta come uno di famiglia. Lui diceva sempre di non essere un attore, dopo molti anni ho capito il senso di quella frase. Sul set non interpretava nessun personaggio, era esattamente come era nella vita”.

“Nostro padre usciva dallo schermo – ha continuato Diamante – con la sua simpatia, la sua passione, aveva sempre un sorriso per tutti”. Particolarmente toccante l’intervento di Alessandro: “Mi sono abituato a vedere mio nonno come Bud Spencer soltanto negli ultimi anni, perché nei film c’era quasi quella stessa quotidianità che vedevo ogni giorno”. Giuseppe Pedersoli ha poi raccontato il passaggio dalla carriera di campione di nuoto a quella di attore. “Non voleva fare l’attore, poi si è creata una grande alchimia con Terence Hill e come per magia è nato tutto all’improvviso”.

“Ricordo quando Terence venne a casa nostra per gli ottant’anni di nonno a mangiare gli ‘Spaghetti alla Maria’, che era il piatto preferito di entrambi, erano così uniti” ha aggiunto il nipote Alessandro. Nella seconda parte della cerimonia è stato conferito il premio “Bud Spencer – Next Generation” al giovane attore Marco D’Amore.

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